Dopo qualche secolo… l’illuminazione arriva
Al momento ho tre idee, sono abbastanza definite nel senso che so come partono e dove finiscono, quel che succede nel mezzo è, però, ancora da sviluppare. Ho anche avuto modo di “testarle” sul mio vicino di casa di 6 anni, che mi ha lasciato un interessante feedback.
1) Robot Jazz: un robot vuole suonare il Jazz, il che è abbastanza difficile perché è un genere con molta improvvisazione e ritmi/pattern molto irregolari. Dopo una serie di sfide e tribolazioni (a cui devo pensare), il robot riesce a suonarlo con successo.
Pensavo al Jazz, ma in realtà ci starebbe altrettanto bene con la musica classica o country, in altre parole qualsiasi genere musicale che crei contrasto con la natura elettronica/futuristica di un robot
Pro: educativo, a tutti piacciono i robot
Contro: potenzialmente complicato se non sviluppato bene, i robot non combattono (così dice il beta tester)
2) In uno stagno popolato da animali ci sono due gruppi musicali (magari quartetti? Duetti? Per limitare il numero di personaggi) che cercano di suonare, disturbandosi a vicenda. Entrambi i gruppi suonano sempre più forte, finché capiscono che stanno facendo solo tanto rumore. Decidono quindi di unirsi e fondare un gruppo unico. La pace torna nello stagno.
Pro: è quella che il mio beta tester ha trovato più semplice da capire
Contro: banaluccia
3) Una creatura magica viaggia di casa in casa, di paese in paese etc, “collezionando” i suoni dei bambini, tipo risate, starnuti, pianti e via dicendo. Nella notte torna nella sua tana e usa i suoni che ha trovato come ingredienti per una magia, che prende la forma di un vinile. Questa magia/vinile è una ninnananna per un mostro (o un gruppo di mostri/creature magiche che vivono vicino al nostro protagonista)
L’ispirazione era il sampling in musica, il prendere suoni già esistenti per creare qualcosa di nuovo (e magico!).
Pro: originale, ha un mood molto fiabesco ma moderno, delle tre è l’idea preferita del mio beta tester
Contro: è anche la meno definita delle tre, ha bisogno di essere pensata un po’ di più